Quali sono gli invertebrati alloctoni?

Così come per gli altri gruppi animali, anche molti invertebrati sono stati introdotti dall’uomo in ambienti diversi da quello di origine.

Questo è stato accelerato dall’intensificarsi degli scambi commerciali, che hanno favorito la diffusione di insetti, tra cui alcuni parassiti, tramite materie prime oggetto di commercio, come il legno.

Per questo assume grande importanza la prevenzione nella diffusione di specie alloctone tramite azioni mirate: un esempio è l’introduzione dello standard ISPM-15, ovvero lo standard internazionale per le misure fitosanitarie nel settore legnami e imballaggi.

Domande frequenti

Nel nostro Paese esistono molte specie alloctone, alcune delle quali divenute “famose” per i loro effetti: il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), che compete con i gamberi autoctoni e riesce a sopravvivere per ore fuori dall’acqua, la zanzara tigre (Aedes albopictus), diffusasi in aree diverse da quelle di origine a causa di carichi navali, o il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus), un coleottero che svolge tutto il suo ciclo vitale all’interno di varie specie di palme e la cui larva si nutre dei tessuti della pianta ospite, portandola alla morte.

L’invertebrato più longevo è anche uno degli animali in assoluto più longevi del mondo: si tratta del riccio rosso di mare (Astropyga radiata), un grosso riccio che può assumere diverse tonalità di colore dal bianco al rosso/viola e che può vivere fino a duecento anni.

La conchiglia, secreta dalla piega cutanea dei Molluschi, dei Brachiopodi e dei Crostacei Cirripedi, funge da protezione agli invertebrati.

Essa è il risultato di processi che coinvolgono sostanze chimiche reperite in acqua e sostanze secrete dall’animale stesso. Quindi ogni conchiglia che troviamo in spiaggia è stata la “casa” di un invertebrato.

“Gli animali si avvicinano se sono chiamati per nome. Esattamente come gli uomini.”
(Ludwig Wittgenstein)

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