Quali sono i mammiferi alloctoni?

Le specie alloctone sono quelle specie introdotte (accidentalmente o intenzionalmente dall’uomo) in ecosistemi diversi da quello di origine.

Esse si possono adattare al nuovo ambiente e formare popolazioni vitali allo stato selvatico, che possono entrare in competizione diretta con le specie autoctone e costituire una minaccia per l’ecosistema delle aree in cui vengono introdotte.

Il Regolamento (UE) N. 1143/2014 è il primo atto europeo volto a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive, e le prime specie di mammiferi alloctoni riconosciute come invasive in Europa sono: Scoiattolo di Pallas (Callosciurus erythraeus), Nutria (Myocastor coypus), Coati rosso (Nasua nasua), Procione comune (Procyon lotor), Scoiattolo grigio nordamericano (Sciurus carolinensis), Scoiattolo volpe (Sciurus niger), scoiattolo giapponese (Sciurus lis), mangusta di Giava (Herpestes javanicus), muntjak della Cina (Muntiacus reevesi), cane procione (Nyctereutes procyonoides), topo muschiato (Ondatra zibethicus).

Domande frequenti

Tra le specie alloctone attualmente presenti si possono citare lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), originario del Nord America e introdotto inizialmente come animale da compagnia, il visone americano (Neovison vison), introdotto per la sua pelliccia, il sivilago orientale (Sylvilagus floridanus), una specie di coniglio di origine americana, la nutria (Myocastor coypus), originaria del Sud America e inizialmente introdotta in allevamenti da pelliccia.

Lo scoiattolo grigio compete direttamente con lo scoiattolo rosso, provocandone la scomparsa nelle aree in cui arriva, e proprio per tutelare lo scoiattolo comune o rosso sono nate iniziative come il progetto Life EC-SQUARE, che ha interessato Piemonte, Liguria e Lombardia (ovvero le regioni con le popolazioni di scoiattolo grigio più consistenti) e il Life U-Savereds, nella regione Umbria; la nutria provoca danni alla vegetazione, agli argini dei corsi d’acqua e alla fauna, nutrendosi anche di uova e piccoli, e diversi sono i progetti di controllo finalizzati a contenere il numero di questa specie.

In Italia, la legge 11 febbraio 1992, n. 157 recante “Norma per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” prevede all’art. 2, comma 2, per le specie alloctone che “la gestione è finalizzata all’eradicazione o comunque al controllo delle popolazioni”.

Esiste poi un Regolamento Europeo (n.1143/2014) che stabilisce le norme atte a prevenire, ridurre al minimo e mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità causati dall’introduzione e dalla diffusione, sia deliberata che accidentale, delle specie esotiche (circa il 15% di tutte le presenti) invasive all’interno dell’Unione. All’art. 7 vieta l’introduzione deliberata o per negligenza nell’Unione europea, la riproduzione, il trasporto, l’acquisto, la vendita, l’uso, lo scambio, la detenzione e il rilascio di specie esotiche invasive.

Per prima cosa fu necessario civilizzare l'uomo in rapporto all'uomo. Ora è necessario civilizzare l'uomo in rapporto alla natura e agli animali.

(Victor Hugo)

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