Conferenza Oceani a Malta

Legambiente: “Si tracci una road map comune con azioni immediate e concrete, a partire dalla messa al bando dei sacchetti di plastica non compostabili”

L’unico commitment italiano registrato alla conferenza contro la marine pollutionarriva da Legambiente.
L’associazione ambientalista: “Fondamentale tracciare una road map comune con azioni immediate e concrete, appello a Governi e ai Paesi del Mediterraneo per la messa al bando dei sacchetti di plastica non compostabili”.
Da Malta l’impegno ad investire oltre 6 miliardi di euro per la tutela di mari e oceani, ma l’Italia e il Mediterraneo restano ai margini.
“Per contrastare il marine litter e salvare oceani e mari da plastiche e microplastiche servono interventi congiunti e azioni immediate e concrete. Non si può perdere più tempo, è ora di passare dalle parole ai fatti intervenendo in maniera decisa e concreta, a Malta non si perda questa occasione. Serve l’impegno di tutti i Paesi del Mediterraneo nel tracciare una road map comune a partire dalla messa al bando dei sacchetti di plastica non compostabili ed incentivando politiche per la riduzione dei rifiuti e di economia circolare”. È l’appello che Legambiente lancia oggi nella giornata conclusiva della Conferenza Internazionale degli oceani organizzata dall’Unione Europea a Malta. Un summit internazionale che ha visto la partecipazione di 40 ministri e altri leader da più di 100 paesi del mondo e al quale ha preso parte anche l’associazione ambientalista, il cui commitment (sull’estensione del bando ai sacchetti in plastica non compostabili) risulta essere l’unico registrato dall’Italia sul sito della conferenza per gli impegni contro l’inquinamento.
Per Legambiente, da diversi anni impegnata in attività di monitoraggio sulla presenza dei rifiuti in mare e lungo le coste del Mediterraneo, ben venga il finanziamento di 560 milioni di euro, annunciato ieri dall’Unione Europea e arrivato ad oltre 6 miliardi di euro grazie al contributo anche di soggetti privati e dei singoli stati, per salvare gli oceani e l’annuncio della prima area protetta nel Mar Adriatico. Nota dolente il ruolo marginale alla conferenza dell’Italia, che secondo Legambiente avrebbe dovuto avere un ruolo centrale e di guida vista la posizione e l’importanza che riveste nel bacino del Mediterraneo, uno dei mari più a rischio del Pianeta. L’Italia, tra l’altro, è stato il primo Paese a mettere al bando le buste non biodegradabili e compostabili, facendo scuola, seguita solo da Francia e Marocco.
“Il tema della tutela e della salvaguardia degli oceani – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente che sta seguendo a Malta l’incontro internazionale – è ormai al primo posto nell’agenda e nell’interesse mondiale ma purtroppo ancora oggi non vediamo la messa in campo di azioni immediate, come la grave situazione richiederebbe. Da Malta ci aspettavamo un segnale forte in questa direzione e un maggior protagonismo dei Paesi del Mediterraneo. Positiva la messa in campo di ingenti risorse economiche da qui ai prossimi anni, ma è altrettanto importante che dalla Conferenza si esca con una prima azione concreta e immediata, come l’impegno di mettere al bando i sacchetti di plastica non compostabili in tutti i Paesi del Mediterraneo. Per fare questo non serve altro che la volontà politica dei singoli Governi. L’impegno di Legambiente non si esaurisce con la richiesta di messa al bando delle buste di plastica, ma riguarda anche il divieto per le micro particelle di plastica utilizzate nei cosmetici e i bastoncini per le orecchie non biodegradabili e compostabili. Per questo chiediamo all’Italia di approvare al più presto il disegno di legge che vieta le microplastiche nei cosmetici, ancora fermo al Senato”.
Legambiente ricorda che tra i principali nemici del mare ci sono il marine litter e i cambiamenti climatici: il 96% dei rifiuti galleggianti è plastica, mentre con l’aumento delle temperature sono oltre 800 le specie aliene arrivate nel Mediterraneo. La cattiva gestione dei rifiuti urbani è causa del 54% dei rifiuti spiaggiati, in gran parte costituiti da materiali usa e getta, il 64% dei rifiuti trovati sulle spiagge. Un focus particolare lo meritano le buste di plastica. Ancora oggi solo in Europa ogni anno si immettono nel mercato 100 miliardi di sacchetti di plastica, e molti finiscono nell’ambiente marino e costiero, circa il 3,5% dei quasi 60mila rifiuti rinvenuti su 105 spiagge di 8 Paesi monitorate con la campagna di Legambiente Clean Up the Med. Se in Italia si trovano in media 15 buste ogni 100 metri di spiaggia, nelle altre spiagge del Mediterraneo si sale a 25/100 metri. Se consideriamo, invece, i rifiuti galleggianti, le buste sono in assoluto il primo rifiuto presente nei mari italiani: Goletta Verde di Legambiente ha monitorato, infatti, la presenza di 1 busta ogni 5 minuti di navigazione, il 16% del totale.

L’ufficio Stampa di Legambiente 0686268353

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