Attento bosco, le doppiette son tornate

Dalle 4 di stamattina è ufficialmente riaperta la caccia.
L’apertura anticipata della stagione venatoria, prevista dalla legge 157/92 come possibilità da valutare “in relazione alle situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali” (art. 18 c. 2), da tempo è diventata prassi in molte regioni e viene decisa senza tenere conto delle indicazioni di ISPRA che già 20 anni fa, aveva raccomandato che l’anticipazione del prelievo fosse limitata a quelle specie che, in base al loro stato di conservazione, fossero “in grado di tollerare una forte pressione venatoria già all’inizio di settembre” (Parere INFS del 22 luglio 1997, prot. 4461/T-A12).

Quest’anno ci sono state sedici preaperture in altrettante Regioni, le uniche ad aver aspettato la data del 16 settembre sono state Abruzzo, Liguria, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta.
L’attività venatoria si chiuderà, con date diverse fissate dalle singole amministrazioni, tra gennaio e febbraio 2019.

“Anche questa stagione di caccia, dopo le preaperture in quasi tutte le Regioni, prende avvio come al solito tra abusi e forzature filovenatorie praticamente sull’intero territorio nazionale, calpestando morale, scienza e giurisprudenza, con deroghe adottate all’ultimo momento o ancora in assenza di piani faunistici venatori”. Lo afferma, in una nota, la Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, che riunisce una sessantina di organizzazioni protezionistiche, tra cui Enpa, Lav, Oipa, Lndc e Leidaa. “Ciò che riscontriamo – prosegue la nota della Federazione – è un maggiore accanimento nei confronti della fauna selvatica, agevolato anche da scelte sciagurate dei precedenti Governi, come la trasformazione del Corpo forestale dello Stato e la cancellazione delle polizie provinciali specializzate nella vigilanza venatoria e dalle energiche pressioni delle lobby di agricoltori e allevatori”.

Caccia e numeri

-La percentuale di aree disponibili per l’attività venatoria è il 75-80% di tutto il territorio nazionale: l’articolo 842 del Codice civile consente al cacciatore di entrare liberamente e sparare nei terreni altrui, anche senza il consenso del proprietario, cosa proibita a chiunque non sia debitamente armato.

-Le specie cacciabili in Italia sono 48

– Il numero di licenze di caccia 570 mila

-Si stima che ogni stagione possano essere uccisi legalmente più di 400 milioni di animali.

 

A questi numeri vanno aggiunte le specie uccise illegalmente, comprese quelle protette come lupi e rapaci, insomma ai numeri della caccia vanno aggiunti quelli del bracconaggio;secondo il rapporto Legambiente negli ultimi sette anni sono state registrate, ogni giorno, 20 infrazioni contro la fauna selvatica.

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